I Normanni, prima,
e gli Svevi, successivamente, svilupparono la vocazione commerciale
della città rendendola un nodo importante dei collegamenti fra
Europa e Asia. Allo stesso tempo, essi diedero un forte impulso alla
vita intellettuale che continuò comunque ad arricchirsi dell'esperienza
e della cultura arabe. E' in questo periodo che nasce la "Scuola
Siciliana" di poesia, legata in particolare alla corte di Federico
II, primo nucleo poetico-letterario consapevole sul territorio italiano.
E' questo il primo periodo di cui, nella Palermo di oggi, ritroviamo
testimonianze significative. Tra le altre: il Palazzo dei Normanni,
edificato da Ruggero II su una vecchia fortezza araba, e alcune chiese
come S. Giovanni dei Lebbrosi, la Martorana, S. Giovanni degli Eremiti,
S. Cataldo, tutte con evidenti echi architettonici arabi. E come, per
così dire, arabo-normanne possono essere considerati la Zisa,
residenza dei reali svevi, il Ponte dell'Ammiraglio, la Cuba e la Cubula,
due padiglioni contenuti in un grande parco realizzato da Guglielmo
II. Nel 1184 venne fondata la Cattedrale che, attraverso modifiche e
rimaneggiamenti, rimarrà "in costruzione" fino al XIX
secolo.
L'avvento degli Angioini (1266) segnò invece per Palermo l'inizio
di un periodo di malgoverno e declino, reso ancor più evidente
dalla perdita del ruolo di capitale in favore di Napoli. E' da tale
situazione che sfociò la famosa rivolta del 1282 nota come "i
Vespri Siciliani", che spinse gli Aragonesi a conquistare l'isola.
Palermo conobbe quindi una nuova crescita, che coincise con un periodo
di sostanziale autonomia amministrativa fondata sulle famiglie feudali
che di fatto gestivano il potere, nonostante la presenza degli Aragonesi.
I Vespri e la fase immediatamente seguente furono, fino al Risorgimento,
l'ultimo periodo in cui la Sicilia prese parte attiva alla propria storia,
prima di divenire un semplice oggetto di scambio fra le grandi potenze.
Alcune delle famiglie più influenti si fecero costruire una residenza
in Palermo: per esempio i Chiaromonte e gli Sclafani, che danno il nome
ai due palazzi più belli del periodo.
A partire dal 1412, con l'annessione effettiva al Regno d'Aragona, le
famiglie feudali iniziarono lentamente a perdere il loro potere; contemporaneamente
iniziò a scemare la prosperità economica della città
lungo un processo che sarebbe proseguito, fra alti e bassi, nei secoli
successivi.
Durante il Quattrocento furono costruiti alcuni edifici in stile tardo-gotico
catalano, fra cui i palazzi Senatorio, Ajutamicristo e Abatellis, il
quale ospita la Galleria Regionale della Sicilia
I secoli XVI-XVIII, durante i quali Palermo fu sotto il governo spagnolo,
segnarono, come già accennato, un ristagno dell'economia, una
diminuzione delle industre e un calo dei traffici commerciali.
Al Cinquecento risalgono la splendida chiesa di S. Maria della Catena,
ancora in stile tardo-gotico catalano, la Gancia (S. Maria degli Angeli)
e la Chiesa del Gesù. Nella seconda metà del secolo venne
prolungato il Cassaro e furono realizzate le porte alle sue estremità
(Porta Felice e Porta Nuova), e fu risistemata la Piazza Pretoria con
la monumentale fontana composta da scale, statue e balaustre.
Nei secoli XVII e XVIII Palermo assunse una fisionomia barocca ( che
ha in buona parte conservato ), sia con la costruzione di nuovi edifici,
sia con aggiunte e rifacimenti di strutture preesistenti. Le chiese
di S. Domenico e, soprattutto, di S. Teresa sono considerate due capolavori
del Barocco palermitano. Di straordinario pregio sono le decorazioni
in stucco realizzate da Giacomo Serpotta negli oratori di S. Rita, del
Rosario di S. Domenico e di S. Lorenzo.
Di questo periodo è la novità urbanistica più importante
nella storia della città, l'apertura della barocca via Maqueda,
che incrocia perpendicolarmente il Cassaro (corso Vittorio Emanuele),
dividendo in quattro parti l'area cittadina.
Nel 1711 ebbe termine il dominio spagnolo e, dopo un breve periodo di
controllo sabaudo, la città cadde sotto i Borboni che ne ressero
il governo fino all'unità d'Italia. Quello borbonico, specie
nella seconda metà del XVIII secolo, fu un periodo di riforme
economiche e politiche importanti che ebbero come conseguenza un forte
aumento della popolazione.
Nella seconda metà del Settecento furono infatti realizzati l'orto
botanico, con numerose piante tropicali rare, Villa Giulia, primo giardino
pubblico di Palermo, e il Parco della favorita con la Palazzina Cinese.
All'Ottocento risalgono il prolungamento di via Maqueda con via R. Settimo
e viale della Libertà, lungo la quale sorsero poi splendide ville
in stile Liberty, e l'edificazione di due grandi opere in stile neoclassico,
il Teatro Politeama e il Teatro Massimo.
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